domenica 24 aprile 2016

mercoledì 27 maggio 2015

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venerdì 21 febbraio 2014

PRIMAVERA IN BORGOGNA - La recensione de "La bancarella del libro".



Con questo post vorrei ringraziare Francesco Balestri per la recensione di “Primavera in Borgogna”, da lui pubblicata sul suo blog “La bancarella del libro”, di cui trovate qui di seguito il testo e il relativo link al sito.


Buongiorno a tutti quanti e buon sabato!
Quest'oggi sono ansioso di andare a scrivere di questo libro. Sono andato a ritroso lo so, ma quando non si hanno serie di libri si può anche cambiare l'ordine no? Ecco che, come accaduto per "Gli inevitabili incontri del destino", Luca Terenzoni ha avuto piacere che leggessi anche il suo libro d'esordio: Primavera in Borgogna. Grazie quindi a Luca per la gentilezza e la disponibilità.

Titolo: Primavera in Borgogna
Autore: Luca Terenzoni
Editore: Albatros
Pagine: 155

La trama: Francesco è un quarantenne che si è appena lasciato, a un passo dalle nozze. Una mattina di primavera, mentre passeggiando a San Gimignano cerca di riafferrare il senso della sua vita, incontra un signore francese con il quale entra subito in sintonia e che gli propone di lavorare per lui, presso la sua azienda vinicola in Borgogna. Quella per la Francia è una passione che Francesco ha sempre coltivato. Si trova quindi di fronte alla possibilità di realizzare veramente il sogno di una vita. Così lascia il suo lavoro e si trasferisce pieno di entusiasmo. Le sue aspettative sono subito appagate: il posto è splendido, la collega Ludivine affascinante, il lavoro interessante. Fino a quando, oltre i colori pastello di quel paesaggio così tipicamente francese, non cominceranno a emergere i segni di un passato inquietante che riguarda sia il suo datore di lavoro, sia la bella Ludivine, della quale si sta ormai innamorando. Una prova decisiva per Francesco che, in un crescendo di colpi di scena, riuscirà a portare luce nel passato della donna e nel suo presente.

La recensione: Come per la volta scorsa non posso non dire due cosette sulla copertina. Mi chiedo sempre come vengano decise le copertine, chi è incaricato di scegliere un'immagine che possa invogliare all'acquisto del libro. Non riesco però mai a dare una spiegazione; ecco che una volta che ho letto il dietro del libro ho sorriso quando ho scoperto che la copertina di "Primavera in Borgogna" è una foto scattata dall'autore in persona. Non c'è niente di meglio che scegliersi la copertina, no? E questa foto è davvero bella, getta subito il lettore in quel mondo in cui andrà ad immergersi fin dalle prime pagine del romanzo: i vigneti della Borgogna.


La storia: Come per "Gli inevitabili incontri del destino" mi sono, anche in questo caso trovato di fronte a personaggi che incarnano persone della vita di tutti i giorni. Ed è questo che mi piace di più in un romanzo. Persone in cui puoi rivederti e creare un legame affettivo. Se poi mettiamo nel conto il fatto che il protagonista della storia si chiama Francesco come me, l'immedesimazione è totale.
La storia è piuttosto semplice e lineare. Troviamo inizialmente una situazione non molto felice legata alla vita sentimentale del bel Francesco, lasciato da poco dalla fidanzata poco prima delle nozze. Subito dopo per lui, durante una gita fuori porta a San Gimignano, gli si presenta l'occasione della sua vita, mollare tutto quanto per andare a vivere in quella terra che da sempre lo ha affascinato: la Borgogna, in Francia. Cambiare aria e cambiare lavoro. Una scelta difficile che porterà Francesco a dover fare i conti con se stesso e con ciò che vuole davvero dalla sua vita.
Una triste quotidianità oppure un futuro imprevedibile?
Decide di correre incontro al suo destino e accettare l'offerta di un lavoro del signor Robin in una grande azienda vinicola francese e si trasferisce.
Una volta arrivato viene a contatto con altri personaggi del luogo che risvegliano in lui antichi ricordi e fa l'incontro con Ludivine, la sua compagna di ufficio e presto amica. A Francesco sembra quasi un sogno che tutto questo sia potuto accadere a lui. Staccare la spina con il passato, trasferirsi all'estero e trovare lavoro in un'azienda del settore che da sempre lo ha appassionato. Si butta anima e corpo nel lavoro, si impegna, studia, lavora.
La pace però dura pochissimo perché strani avvenimenti vengono riportati in superficie da un incontro di Francesco durante una delle visite ai vigneti dell'azienda. Una persona. Una persona che appartiene al passato giunge a rimescolare le carte in tavola sostenendo che il signor Robin, il datore di lavoro di Francesco, non sia realmente chi dice di essere.
E proprio mentre i dubbi e le incertezze iniziano a farsi strada nella testa di Francesco la moglie del signor Robin viene "mandata" in clinica a curare un male interiore che non è mai riuscita a combattere. Perché questo di punto in bianco? Cos'è successo in quel passato che sembra coinvolgere il signor Robin e che sembra aver sconvolto a tal punto la moglie?
Ecco che quello che sembrava un romanzo dalle tinte classiche si trasforma, con inaspettato piacere, in un giallo sotto il sole della Borgogna accompagnato da un pregiatissimo vino rosso. Francesco e Ludivine riusciranno a capire cosa sia successo in quella lontana primavera del 1968? Ma soprattutto il signor Robin è il solo ad avere dei segreti?


I luoghi: E' bellissimo secondo me quando un libro riesce a "farti vedere" quello che stai invece leggendo. Luca Terenzoni ha questa dote. Come nella sua seconda pubblicazione che io ho letto poco tempo fa, sfogliando le pagine di "Primavera in Borgogna" si ha davvero la sensazione di compiere un viaggio. Di spostarsi. Di andare da un'altra parte. Quando nel libro Francesco sale in macchina e inizia il viaggio che lo porterà verso la sua nuova vita ho sorriso, perché mi è sembrato che in quella macchina ci fossi pure io e che insieme andassimo a trovare degli amici che avevano una azienda vinicola in Borgogna.
Io non sono mai stato in Francia, ma leggere questo libro mi ha messo una tale voglia di avere un riscontro che sarebbe il caso di correre a prendere le chiavi della macchina e partire.
I colori e i profumi spesso vengono solo descritti, qua pur abitando in Italia è come se anche io ne sentissi l'odore, oppure sentissi il vento tra i capelli.
Il viaggio quindi e lo spostamento verso qualcosa di nuovo e promettente sono due dei temi che Terenzoni affronta nei suoi libri. Il viaggio come cambiamento, come occasione di sperimentare qualcosa che ci è sconosciuto ma che ci serve per poter andare avanti. Il viaggio come ricerca.
Trovo quindi che la scelta dell'ambientazione sia una marcia in più al motore narrativo. Ti trascina. Continui a leggere nella speranza di scoprire qualche altro luogo che non conoscevi assieme a due amici come Francesco e Ludivine.
E perché no, magari fermarsi a mangiare in quella carinissima locanda con il cane che ti viene a salutare appena ti avvicini all'entrata. Chi non vorrebbe immergersi nel caldo sole di inizio primavera circondato da luoghi simili?

I temi: Quando ho iniziato a leggere pensavo che la primavera fosse solo una connotazione temporale. Un momento. Un periodo di tempo in cui la vicenda narrata faceva il suo corso. Dopo poche pagine però ho dovuto ricredermi, o almeno cambiare la mia visione a senso unico. Nel romanzo, la primavera è si una parte dell'anno in cui c'è un certo clima, ma l'altro significato che Terenzoni fa risaltare è il suo significato di rinascita. Si dice spesso che la primavera sia la stagione del risveglio, beh in questo romanzo ne abbiamo il trionfo. Nella storia, durante questo particolare periodo dell'anno che prevede un cambio di clima e di colori, accadono gli avvenimenti cardine del romanzo. Una delle parole che compare nel titolo ha quindi un significato maggiore a tutto quanto. Primavera come momento di cambiamento totale.
Forse in un momento per me particolare come questo, ma questo romanzo a me è piaciuto. Quasi sicuramente uno dei motivi è perché piove da giorni e non si vede il sole, quindi leggere di un posto assolato e pieno di colore mi ha fatto sognare anche quando ero nel grigiore della fermata del bus per andare a lavoro. Altro motivo il linguaggio breve e scorrevole che ti accompagna assieme all'uso di un linguaggio semplice che non è possibile non amare, a dimostrazione del fatto che non servono parolone per essere efficaci. Come dicono gli inglesi less is more. E questo Luca Terenzoni lo sa bene.
Un mio piccolo desiderio? Chissà come se la caverebbe con un romanzo di ampio respiro che ha per protagonisti i componenti di una grande famiglia stile Dynasty...
http://bancarellalibro.blogspot.it/2014/02/recensione-primavera-in-borgogna-il.html

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