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domenica 15 luglio 2012

“Primavera in Borgogna” di Luca Terenzoni: la recensione del blog “La Fenice Book”.


Con il post di oggi vorrei ringraziare il blog La Fenice Book, e in particolare Ilaria per lo spazio dedicato a “Primavera in Borgogna”.
Qui di seguito vi riporto il testo della recensione e il relativo link al sito.

"Buona giornata a tutti... E lo è davvero,non so da voi ma qui c'è un sole bellissimo!!!
Nel week-end ho letto "Primavera in Borgogna" di Luca Terenzoni; vi lascio il mio parere sul libro...

Trama:
Francesco è un quarantenne che si è appena lasciato, a un passo dalle nozze. Una mattina di primavera, mentre passeggiando a San Gimignano cerca di riafferrare il senso della sua vita, incontra un signore francese con il quale entra subito in sintonia e che gli propone di lavorare per lui, presso la sua azienda vinicola in Borgogna. Quella per la Francia è una passione che Francesco ha sempre coltivato. Si trova quindi di fronte alla possibilità di realizzare veramente il sogno di una vita. Così lascia il suo lavoro e si trasferisce pieno di entusiasmo. Le sue aspettative sono subito appagate: il posto è splendido, la collega Ludivine affascinante, il lavoro interessante. Fino a quando, oltre i colori pastello di quel paesaggio così tipicamente francese, non cominceranno a emergere i segni di un passato inquietante che riguarda sia il suo datore di lavoro, sia la bella Ludivine, della quale si sta ormai innamorando. Una prova decisiva per Francesco che, in un crescendo di colpi di scena, riuscirà a portare luce nel passato della donna e nel suo presente.

La mia opinione:
Ho letto Primavera in Borgogna in meno di una giornata. In realtà non sono solita leggere libri come questo, e invece sono rimasta piacevolmente colpita... Il libro è scritto bene, è scorrevole, e i personaggi sono ben caratterizzati, anche se in verità il protagonista non mi fa proprio impazzire, ma questa è una mia sensazione... La trama è interessante e non banale, e il mistero che diventa poi parte integrante del romanzo viene trattato e poi risolto in maniera inaspettata. Inoltre mi sono piaciute particolarmente le descrizioni del paesaggio, della Borgogna, che sono a mio parere una parte importante del libro... E poi come fare a non apprezzare il messaggio a cui lo scrittore da voce attraverso le pagine del libro: nonostante la delusione, il protagonista del libro non si perde d'animo, ma ha la forza di rialzarsi, di ricominciare, proprio come una Fenice, che risorge sempre dalle sue ceneri... In definitiva direi che Primavera in Borgogna è davvero un bel libro d'esordio e quindi ve lo consiglio..."

giovedì 1 marzo 2012

"Primavera in Borgogna": l'introduzione.


- Capitolo I -

Era il primo sabato di primavera.

Quella mattina Francesco aveva deciso di uscire di casa di buonora per recarsi a San Gimignano.

Aveva avuto fin da piccolo una predilezione particolare per questo piccolo comune della provincia di Siena, quasi interamente racchiuso nelle mura duecentesche.

Inoltre la campagna toscana aveva sempre avuto il potere di infondere in lui un senso di pace e tranquillità.

Pace e tranquillità erano proprio quello di cui aveva bisogno in quei giorni: stava infatti passando uno dei periodi peggiori della sua vita.

Sentiva di non avere più punti di riferimento, un obiettivo da perseguire.

Tutto questo perché, dopo quattordici anni di felice fidanzamento con Laura, la loro storia si era improvvisamente interrotta.

L’anno precedente avevano fissato insieme il giorno delle nozze per il 2 maggio 2009, ma non più tardi di tre settimane prima di quel sabato di primavera, lei aveva deciso di lasciarlo.

Complice il nuovo lavoro di Laura, e soprattutto nuovi colleghi, la donna che lui credeva sarebbe rimasta al suo fianco per tutta la vita, si era perdutamente innamorata di uno dei consulenti finanziari della società di leasing per cui aveva iniziato a lavorare.

Francesco, sebbene ferito profondamente nell’orgoglio e nello spirito, e forse perché l’aveva sempre amata incondizionatamente, aveva apprezzato la sincerità di Laura nel momento in cui lei gli aveva confessato di non provare più nulla per lui, nel corso di quella che sarebbe stata la loro ultima cena insieme, in quel ristorante in cui si erano conosciuti e nel quale erano andati frequentemente durante i loro quattordici anni di fidanzamento.

Dalla sera in cui Laura gli aveva confessato, piangendo, di essersi innamorata di un altro uomo, lui aveva smesso di sognare e di avere fiducia nel futuro: non avrebbe mai più avuto il coraggio di immaginare una vita con un’altra donna con la quale sposarsi e avere dei figli.

Francesco si sentiva l’inverno nel cuore.

Quella mattina, decidendo di tornare a San Gimignano, sperava di trovare quel calore di cui aveva bisogno, affinché la primavera arrivasse anche dentro di lui e non soltanto nell’aria e nella natura circostante.

Non appena oltrepassò Porta San Giovanni, avvertì immediatamente una sensazione di pace.

La stessa sensazione che aveva provato otto anni prima, quando aveva trascorso all’interno delle mura di San Gimignano un romantico week-end con Laura, alloggiando in una delle storiche pensioni del borgo.

Il fatto che le mura di San Gimignano resistessero ancora dopo così tanti secoli al lento scorrere del tempo, gli fece intravedere la possibilità che anche lui avrebbe potuto sopravvivere alla fine della sua storia d’amore, sebbene tutto questo fosse molto doloroso e sarebbe occorso del tempo per lasciare guarire le ferite della sua anima.

Dopo avere percorso per circa cento metri il tratto che unisce proprio Porta San Giovanni con Porta San Matteo, Francesco decise di prendere una piccola traversa sulla destra, proprio di fronte a un negozio di souvenir, e si diresse nuovamente fuori delle mura.

Quello che gli si presentò davanti era ciò che Francesco aveva sperato di ritrovare dopo tanti anni, quando quella mattina aveva deciso di mettersi in viaggio.

Di fronte a lui si estendeva il magnifico panorama della campagna toscana: le dolci colline assolate di una mattina di primavera.

Decise di percorrere lentamente il viottolo sterrato che circondava il perimetro delle mura, per potersi immergere completamente in quel bagno di verde e sole.

Avvertì ben presto una sensazione di benessere e tranquillità: qualcosa di spirituale che accarezzava e consolava il suo animo nel profondo.

Dopo tanti giorni passati all’ombra del suo dolore, si sentiva finalmente di nuovo capace di respirare, di vedere la luce, come se la fine del tunnel fosse ormai vicina.

Questa piacevole sensazione lasciò però il posto a una grande e irrefrenabile voglia di piangere.

Non riusciva a capire se questa commozione dipendesse dalla bellezza del paesaggio o molto più semplicemente dal bisogno di lasciarsi andare, dopo aver trascorso interminabili ore a torturarsi su cosa potesse aver sbagliato con Laura.

Qualunque fosse il motivo, si accasciò sull’erba e le lacrime cominciarono a scendere dai suoi occhi scuri, delineandogli lentamente l’ovale del viso.

«Piangi Francesco, piangi. Sfogati, non serve a nulla tenersi tutto dentro».

Queste sono le parole che Francesco pronunciò a bassa voce, come se avesse pudore per il fatto che il leggero vento di quella mattina di primavera potesse far arrivare il suo sfogo alle orecchie del mondo.

Francesco aveva sempre creduto di poter risolvere i suoi problemi, piccoli o grandi che fossero, da solo.

Aveva una famiglia che lo aveva sempre sostenuto nelle sue scelte, molti amici che avevano una grande stima nei suoi confronti.

Tuttavia, per una questione di orgoglio o semplicemente di riservatezza, tendeva sistematicamente a tenere tutto dentro di sé, gioie e dolori.

Non assillava mai nessuno con i propri problemi, né era solito condividere la sua felicità con coloro che lo circondavano.

Fino a quando Laura non aveva deciso di fare una nuova esperienza a carattere professionale, erano sempre stati molto felici insieme: c’era tra di loro un’intesa perfetta e avevano molte passioni in comune.

L’unica cosa di cui adesso Francesco si rimproverava, era proprio il fatto di non essersi mai aperto totalmente nei confronti di lei.

Seduto sull’erba, con il vento che ormai aveva asciugato quasi completamente le sue lacrime, si ritrovò a riflettere su questo punto.

“… E se questa mia eccessiva riservatezza potesse aver contribuito a un progressivo e lento allontanamento di Laura da me?”.

Questa è la domanda che gli si presentò all’improvviso nella mente e molto probabilmente non avrebbe mai avuto una risposta al riguardo.

Era certo comunque che doveva andare avanti, la sua vita non poteva fermarsi su quel binario morto.

Francesco aveva sempre avuto una grande fiducia nella sua forza mentale.

In quasi quarant'anni di vita era caduto molte volte, ma aveva sempre saputo reagire, scuotendosi la polvere dai vestiti, e rimontando in sella più forte di prima.

La fine della sua storia con Laura era stata sicuramente la caduta più brutta che aveva all’attivo, ma in un modo o nell’altro sapeva che anche questa volta si sarebbe rialzato; e così fece.

Si asciugò con le mani quello che gli rimaneva sul viso del suo pianto liberatorio e volgendo ancora una volta lo sguardo al paesaggio che lo aveva così tanto commosso nel profondo del suo animo, ripercorse all’indietro, questa volta con passo più deciso, il viottolo sterrato e rientrò dentro le mura.

sabato 4 giugno 2011

"Primavera in Borgogna" recensito su "Blog Libri".



Questa settimana riporto qui di seguito il testo della recensione di "Primavera in Borgogna" pubblicata su "Blog Libri".

S. Gimignano, Toscana: è qui che il protagonista del romanzo incontra un imprenditore francese, Jean-Marc Robin, che gli propone di andare a lavorare in Borgogna nella sua azienda vinicola.
Francesco, che ama i vini, ama la Francia e desidera fuggire da una realtà che lo ha deluso, accetta sperando in una svolta della propria vita, deciso a non cadere più in una relazione sentimentale stabile dopo essere stato mollato a un passo dalle nozze.
Peccato non aver fatto i conti con Ludivine, la sua nuova collega, bella, sexy ma niente affatto limpida.
Da un oscuro passato riemergono infatti gli inquietanti dettagli di un episodio di cronaca nera in cui sono coinvolti sia Ludivine che l’imprenditore.
La placida natura della Borgogna fa da sfondo alle inquietudini di un quarantenne che, fra tentazioni, sospetti e fascinosi richiami, si trova ad affrontare e risolvere diversi bivi importanti.

sabato 28 maggio 2011

Presentazione di "Primavera in Borgogna" su "Recensioni Libri".


Riporto qui di seguito il testo della presentazione di "Primavera in Borgogna" pubblicata sul sito "Recensioni Libri".

“Era il primo sabato di primavera.

Quella mattina Francesco aveva deciso di uscire di casa di buonora per recarsi a San Gimignano.

Aveva avuto fin da piccolo una predilezione particolare per questo piccolo comune della provincia di Siena, quasi interamente racchiuso nelle mura duecentesche.

Inoltre la campagna toscana aveva sempre avuto il potere di infondere in lui un senso di pace e tranquillità.

Pace e tranquillità erano proprio quello di cui aveva bisogno in quei giorni: stava infatti passando uno dei periodi peggiori della sua vita.

Sentiva di non avere più punti di riferimento, un obiettivo da perseguire...”.


Inizia così “Primavera in Borgogna”, il romanzo di esordio di Luca Terenzoni, pubblicato dalla casa editrice Gruppo Albatros Il Filo.

A solamente pochi mesi dal giorno del suo matrimonio, Francesco, un uomo alla soglia dei quarant’anni, realizzatosi sia nella professione che nella vita privata, viene lasciato dalla sua compagna.

All’improvviso tutte le certezze su cui si era fondata fino ad allora la sua esistenza vengono a crollare inesorabilmente.

Per lui nulla sembra avere più senso e, soprattutto, non riesce più a vedere un futuro con una donna stabilmente al suo fianco.

Un mattina di primavera, mentre sta passeggiando all’interno delle mura di San Gimignano, in Toscana, a Francesco si presenta inaspettatamente la possibilità di dare una svolta radicale alla propria vita.

Qui, infatti, incontra il Signor Jean-Marc Robin, titolare di un’azienda vinicola in Borgogna, il quale, dopo un breve colloquio con Francesco, rimane positivamente impressionato dal suo profilo professionale e gli propone di andare a lavorare da lui.

Francesco, dopo aver riflettuto attentamente, decide di accettare la proposta del Signor Robin e si trasferisce in Francia.

Riesce in questo modo a realizzare un sogno fino ad allora rimasto nel cassetto, e cioè di trasferirsi all’estero per lavoro.

Francesco lascia l’Italia con l’intenzione di vivere la sua vita solo per se stesso, ma soprattutto è profondamente convinto che non si innamorerà mai più.

Però l’incontro con l’affascinante Ludivine, la sua nuova collega, farà ben presto vacillare i suoi nuovi propositi.

Inoltre, Francesco si ritroverà, suo malgrado, lentamente intrappolato nelle pieghe di un passato inquietante che vede coinvolti sia Ludivine che il Signor Robin.

Deciderà così di condurre la sua indagine personale per cercare di fare luce su di un fatto di cronaca nera solo in apparenza lontano e dimenticato.

Dalle assolate colline della Toscana ai verdi vigneti della Borgogna, le atmosfere noir del romanzo di Luca Terenzoni accompagnano il lettore, pagina dopo pagina, attraverso una serie di colpi di scena; perché come lo stesso Francesco avrà modo di appurare, poco dopo il suo arrivo in Borgogna, nulla è come sembra...

Titolo: Primavera in Borgogna

Autore: Luca Terenzoni

Casa editrice: Gruppo Albatros Il Filo www.lucaterenzoni.ilfilo.eu

Anno di pubblicazione: 2010


Nota biografica sull’autore.

Luca Terenzoni è nato nel 1969 a Massa, dove attualmente risiede.

Laureato in Economia e Commercio, lavora presso l’ufficio amministrativo di un’azienda della Versilia, per la quale cura anche i contatti con l’estero.

Con “Primavera in Borgogna” è al suo esordio letterario.

venerdì 15 aprile 2011

PRIMAVERA IN BORGOGNA: un estratto da Pagina 10.


“Quello che gli si presentò davanti era ciò che Francesco aveva sperato di ritrovare dopo tanti anni, quando quella mattina aveva deciso di mettersi in viaggio.
Di fronte a lui si estendeva il magnifico panorama della campagna toscana: le dolci colline assolate di una mattina di primavera.
Decise di percorrere lentamente il viottolo sterrato che circondava il perimetro delle mura, per potersi immergere completamente in quel bagno di verde e sole.
Avvertì ben presto una sensazione di benessere e tranquillità: qualcosa di spirituale che accarezzava e consolava il suo animo nel profondo.
Dopo tanti giorni passati all’ombra del suo dolore, si sentiva finalmente di nuovo capace di respirare, di vedere la luce, come se la fine del tunnel fosse ormai vicina…”.



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