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PRIMAVERA IN BORGOGNA - Dove poterlo acquistare.
mercoledì 27 maggio 2015
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venerdì 21 febbraio 2014
PRIMAVERA IN BORGOGNA - La recensione de "La bancarella del libro".
venerdì 4 ottobre 2013
giovedì 26 settembre 2013
sabato 21 settembre 2013
domenica 8 settembre 2013
martedì 15 gennaio 2013
“Primavera in Borgogna” recensito su “Il Colore dei libri”.
Primavera in Borgogna non è propriamente un romanzo, ma neanche un vero e proprio thriller.
La storia è come divisa in due tempi: nella prima parte del libro il narratore ci fa conoscere Francesco e gli altri protagonisti. Ogni personaggio è descritto in maniera molto particolareggiata, la storia di ognuno è approfondita, come a volerli rendere più reali mostrandoli con le loro debolezze e i loro drammi interiori. Nella seconda metà del libro la trama si modifica, entra in gioco il mistero e da romanzo il libro diviene quasi un giallo, anche se personalmente avrei preferito venisse dato maggior spazio alle indagini, creando maggiore suspense in modo da incuriosire il lettore. Se nella prima parte la lettura può sembrare noiosa e la trama lenta, andando avanti la narrazione si trasforma recuperando l'attenzione del lettore.
Terenzoni descrive minuziosamente ogni paesaggio incontrato dal protagonista, non tralascia nulla ed è come se il lettore osservasse un quadro studiandolo nei minimi particolari, come a voler imprimere in modo indelebile ogni colore, ogni viso raffigurato, ogni strada...
Lo stile è semplice e scorrevole e sono presenti pochi dialoghi, il libro si lascia leggere in poche ore anche se a volte l'attenzione di chi legge tende a calare.
mercoledì 5 settembre 2012
“Primavera in Borgogna” di Luca Terenzoni su “Libri e recensioni”.
Francesco è un quarantenne che si è appena lasciato, a un passo dalle nozze. Una mattina di primavera, mentre passeggiando a San Gimignano cerca di riafferrare il senso della sua vita, incontra un signore francese con il quale entra subito in sintonia e che gli propone di lavorare per lui, presso la sua azienda vinicola in Borgogna. Quella per
Commento:
Prendendo in mano Primavera in Borgogna, l'impressione iniziale che si ha è quella di un libro che racconta di un nuovo inizio e della forza necessaria che permette a Francesco, il protagonista, di ricominciare da zero lasciandosi il passato alle spalle. In realtà nel romanzo c'è molto altro e, pagina dopo pagina, vengono infatti a galla i tanti segreti nascosti nelle vite dei protagonisti che, arrivando dal passato e non ancora conclusi, tingono la trama di giallo.
Il libro è piuttosto scorrevole anche se non proprio originale nello sviluppo delle situazioni, che presentano diversi passaggi abbastanza ingenui e inutili reiterazioni, sia nell'evolversi delle vicende che nel modo di porsi dei protagonisti. Questi ultimi, infatti, nonostante la buona caratterizzazione che li contraddistingue, presentano di tanto in tanto i classici modi di fare "dell'eroe da romanzo", perdendo un po' in realismo.
L'aspetto migliore è sicuramente rappresentato dalle belle descrizioni che l'autore fa della Borgogna, dei suoi splendidi panorani, dei castelli e dei suoi vitigni, muti testimoni delle passeggiate di Francesco e delle sue riflessioni.
Un romanzo a tinte pastello che, virando dal giallo al rosa, si conclude con un lieto fine punteggiato di ottimismo. Un esordio interessante.
domenica 15 luglio 2012
“Primavera in Borgogna” di Luca Terenzoni: la recensione del blog “La Fenice Book”.
venerdì 1 giugno 2012
"Primavera in Borgogna": un estratto da pagina 105.
lunedì 14 maggio 2012
Luca Terenzoni, autore di "Primavera in Borgogna", intervistato su “Il colore dei libri”.
Cosa le ha ispirato la trama di Primavera in Borgogna?
Sfondo del suo libro sono i vigneti, la stessa copertina del libro è opera sua e rappresenta dei filari di viti… come mai una tale scelta?
So che ha anche un blog, com'è nato?
Riesce a conciliare i suoi impegni di blogger e scrittore con il suo lavoro e la vita di tutti i giorni?
Cosa ha ispirato la creazione del booktrailer del suo libro?
sabato 31 marzo 2012
“Primavera in Borgogna” recensito su “I miei sogni tra le pagine”.
giovedì 1 marzo 2012
"Primavera in Borgogna": l'introduzione.

- Capitolo I -
Era il primo sabato di primavera.
Quella mattina Francesco aveva deciso di uscire di casa di buonora per recarsi a San Gimignano.
Aveva avuto fin da piccolo una predilezione particolare per questo piccolo comune della provincia di Siena, quasi interamente racchiuso nelle mura duecentesche.
Inoltre la campagna toscana aveva sempre avuto il potere di infondere in lui un senso di pace e tranquillità.
Pace e tranquillità erano proprio quello di cui aveva bisogno in quei giorni: stava infatti passando uno dei periodi peggiori della sua vita.
Sentiva di non avere più punti di riferimento, un obiettivo da perseguire.
Tutto questo perché, dopo quattordici anni di felice fidanzamento con Laura, la loro storia si era improvvisamente interrotta.
L’anno precedente avevano fissato insieme il giorno delle nozze per il 2 maggio 2009, ma non più tardi di tre settimane prima di quel sabato di primavera, lei aveva deciso di lasciarlo.
Complice il nuovo lavoro di Laura, e soprattutto nuovi colleghi, la donna che lui credeva sarebbe rimasta al suo fianco per tutta la vita, si era perdutamente innamorata di uno dei consulenti finanziari della società di leasing per cui aveva iniziato a lavorare.
Francesco, sebbene ferito profondamente nell’orgoglio e nello spirito, e forse perché l’aveva sempre amata incondizionatamente, aveva apprezzato la sincerità di Laura nel momento in cui lei gli aveva confessato di non provare più nulla per lui, nel corso di quella che sarebbe stata la loro ultima cena insieme, in quel ristorante in cui si erano conosciuti e nel quale erano andati frequentemente durante i loro quattordici anni di fidanzamento.
Dalla sera in cui Laura gli aveva confessato, piangendo, di essersi innamorata di un altro uomo, lui aveva smesso di sognare e di avere fiducia nel futuro: non avrebbe mai più avuto il coraggio di immaginare una vita con un’altra donna con la quale sposarsi e avere dei figli.
Francesco si sentiva l’inverno nel cuore.
Quella mattina, decidendo di tornare a San Gimignano, sperava di trovare quel calore di cui aveva bisogno, affinché la primavera arrivasse anche dentro di lui e non soltanto nell’aria e nella natura circostante.
Non appena oltrepassò Porta San Giovanni, avvertì immediatamente una sensazione di pace.
La stessa sensazione che aveva provato otto anni prima, quando aveva trascorso all’interno delle mura di San Gimignano un romantico week-end con Laura, alloggiando in una delle storiche pensioni del borgo.
Il fatto che le mura di San Gimignano resistessero ancora dopo così tanti secoli al lento scorrere del tempo, gli fece intravedere la possibilità che anche lui avrebbe potuto sopravvivere alla fine della sua storia d’amore, sebbene tutto questo fosse molto doloroso e sarebbe occorso del tempo per lasciare guarire le ferite della sua anima.
Dopo avere percorso per circa cento metri il tratto che unisce proprio Porta San Giovanni con Porta San Matteo, Francesco decise di prendere una piccola traversa sulla destra, proprio di fronte a un negozio di souvenir, e si diresse nuovamente fuori delle mura.
Quello che gli si presentò davanti era ciò che Francesco aveva sperato di ritrovare dopo tanti anni, quando quella mattina aveva deciso di mettersi in viaggio.
Di fronte a lui si estendeva il magnifico panorama della campagna toscana: le dolci colline assolate di una mattina di primavera.
Decise di percorrere lentamente il viottolo sterrato che circondava il perimetro delle mura, per potersi immergere completamente in quel bagno di verde e sole.
Avvertì ben presto una sensazione di benessere e tranquillità: qualcosa di spirituale che accarezzava e consolava il suo animo nel profondo.
Dopo tanti giorni passati all’ombra del suo dolore, si sentiva finalmente di nuovo capace di respirare, di vedere la luce, come se la fine del tunnel fosse ormai vicina.
Questa piacevole sensazione lasciò però il posto a una grande e irrefrenabile voglia di piangere.
Non riusciva a capire se questa commozione dipendesse dalla bellezza del paesaggio o molto più semplicemente dal bisogno di lasciarsi andare, dopo aver trascorso interminabili ore a torturarsi su cosa potesse aver sbagliato con Laura.
Qualunque fosse il motivo, si accasciò sull’erba e le lacrime cominciarono a scendere dai suoi occhi scuri, delineandogli lentamente l’ovale del viso.
«Piangi Francesco, piangi. Sfogati, non serve a nulla tenersi tutto dentro».
Queste sono le parole che Francesco pronunciò a bassa voce, come se avesse pudore per il fatto che il leggero vento di quella mattina di primavera potesse far arrivare il suo sfogo alle orecchie del mondo.
Francesco aveva sempre creduto di poter risolvere i suoi problemi, piccoli o grandi che fossero, da solo.
Aveva una famiglia che lo aveva sempre sostenuto nelle sue scelte, molti amici che avevano una grande stima nei suoi confronti.
Tuttavia, per una questione di orgoglio o semplicemente di riservatezza, tendeva sistematicamente a tenere tutto dentro di sé, gioie e dolori.
Non assillava mai nessuno con i propri problemi, né era solito condividere la sua felicità con coloro che lo circondavano.
Fino a quando Laura non aveva deciso di fare una nuova esperienza a carattere professionale, erano sempre stati molto felici insieme: c’era tra di loro un’intesa perfetta e avevano molte passioni in comune.
L’unica cosa di cui adesso Francesco si rimproverava, era proprio il fatto di non essersi mai aperto totalmente nei confronti di lei.
Seduto sull’erba, con il vento che ormai aveva asciugato quasi completamente le sue lacrime, si ritrovò a riflettere su questo punto.
“… E se questa mia eccessiva riservatezza potesse aver contribuito a un progressivo e lento allontanamento di Laura da me?”.
Questa è la domanda che gli si presentò all’improvviso nella mente e molto probabilmente non avrebbe mai avuto una risposta al riguardo.
Era certo comunque che doveva andare avanti, la sua vita non poteva fermarsi su quel binario morto.
Francesco aveva sempre avuto una grande fiducia nella sua forza mentale.
In quasi quarant'anni di vita era caduto molte volte, ma aveva sempre saputo reagire, scuotendosi la polvere dai vestiti, e rimontando in sella più forte di prima.
La fine della sua storia con Laura era stata sicuramente la caduta più brutta che aveva all’attivo, ma in un modo o nell’altro sapeva che anche questa volta si sarebbe rialzato; e così fece.
Si asciugò con le mani quello che gli rimaneva sul viso del suo pianto liberatorio e volgendo ancora una volta lo sguardo al paesaggio che lo aveva così tanto commosso nel profondo del suo animo, ripercorse all’indietro, questa volta con passo più deciso, il viottolo sterrato e rientrò dentro le mura.


















