domenica 24 aprile 2016

mercoledì 27 maggio 2015

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venerdì 21 febbraio 2014

PRIMAVERA IN BORGOGNA - La recensione de "La bancarella del libro".



Con questo post vorrei ringraziare Francesco Balestri per la recensione di “Primavera in Borgogna”, da lui pubblicata sul suo blog “La bancarella del libro”, di cui trovate qui di seguito il testo e il relativo link al sito.


Buongiorno a tutti quanti e buon sabato!
Quest'oggi sono ansioso di andare a scrivere di questo libro. Sono andato a ritroso lo so, ma quando non si hanno serie di libri si può anche cambiare l'ordine no? Ecco che, come accaduto per "Gli inevitabili incontri del destino", Luca Terenzoni ha avuto piacere che leggessi anche il suo libro d'esordio: Primavera in Borgogna. Grazie quindi a Luca per la gentilezza e la disponibilità.

Titolo: Primavera in Borgogna
Autore: Luca Terenzoni
Editore: Albatros
Pagine: 155

La trama: Francesco è un quarantenne che si è appena lasciato, a un passo dalle nozze. Una mattina di primavera, mentre passeggiando a San Gimignano cerca di riafferrare il senso della sua vita, incontra un signore francese con il quale entra subito in sintonia e che gli propone di lavorare per lui, presso la sua azienda vinicola in Borgogna. Quella per la Francia è una passione che Francesco ha sempre coltivato. Si trova quindi di fronte alla possibilità di realizzare veramente il sogno di una vita. Così lascia il suo lavoro e si trasferisce pieno di entusiasmo. Le sue aspettative sono subito appagate: il posto è splendido, la collega Ludivine affascinante, il lavoro interessante. Fino a quando, oltre i colori pastello di quel paesaggio così tipicamente francese, non cominceranno a emergere i segni di un passato inquietante che riguarda sia il suo datore di lavoro, sia la bella Ludivine, della quale si sta ormai innamorando. Una prova decisiva per Francesco che, in un crescendo di colpi di scena, riuscirà a portare luce nel passato della donna e nel suo presente.

La recensione: Come per la volta scorsa non posso non dire due cosette sulla copertina. Mi chiedo sempre come vengano decise le copertine, chi è incaricato di scegliere un'immagine che possa invogliare all'acquisto del libro. Non riesco però mai a dare una spiegazione; ecco che una volta che ho letto il dietro del libro ho sorriso quando ho scoperto che la copertina di "Primavera in Borgogna" è una foto scattata dall'autore in persona. Non c'è niente di meglio che scegliersi la copertina, no? E questa foto è davvero bella, getta subito il lettore in quel mondo in cui andrà ad immergersi fin dalle prime pagine del romanzo: i vigneti della Borgogna.


La storia: Come per "Gli inevitabili incontri del destino" mi sono, anche in questo caso trovato di fronte a personaggi che incarnano persone della vita di tutti i giorni. Ed è questo che mi piace di più in un romanzo. Persone in cui puoi rivederti e creare un legame affettivo. Se poi mettiamo nel conto il fatto che il protagonista della storia si chiama Francesco come me, l'immedesimazione è totale.
La storia è piuttosto semplice e lineare. Troviamo inizialmente una situazione non molto felice legata alla vita sentimentale del bel Francesco, lasciato da poco dalla fidanzata poco prima delle nozze. Subito dopo per lui, durante una gita fuori porta a San Gimignano, gli si presenta l'occasione della sua vita, mollare tutto quanto per andare a vivere in quella terra che da sempre lo ha affascinato: la Borgogna, in Francia. Cambiare aria e cambiare lavoro. Una scelta difficile che porterà Francesco a dover fare i conti con se stesso e con ciò che vuole davvero dalla sua vita.
Una triste quotidianità oppure un futuro imprevedibile?
Decide di correre incontro al suo destino e accettare l'offerta di un lavoro del signor Robin in una grande azienda vinicola francese e si trasferisce.
Una volta arrivato viene a contatto con altri personaggi del luogo che risvegliano in lui antichi ricordi e fa l'incontro con Ludivine, la sua compagna di ufficio e presto amica. A Francesco sembra quasi un sogno che tutto questo sia potuto accadere a lui. Staccare la spina con il passato, trasferirsi all'estero e trovare lavoro in un'azienda del settore che da sempre lo ha appassionato. Si butta anima e corpo nel lavoro, si impegna, studia, lavora.
La pace però dura pochissimo perché strani avvenimenti vengono riportati in superficie da un incontro di Francesco durante una delle visite ai vigneti dell'azienda. Una persona. Una persona che appartiene al passato giunge a rimescolare le carte in tavola sostenendo che il signor Robin, il datore di lavoro di Francesco, non sia realmente chi dice di essere.
E proprio mentre i dubbi e le incertezze iniziano a farsi strada nella testa di Francesco la moglie del signor Robin viene "mandata" in clinica a curare un male interiore che non è mai riuscita a combattere. Perché questo di punto in bianco? Cos'è successo in quel passato che sembra coinvolgere il signor Robin e che sembra aver sconvolto a tal punto la moglie?
Ecco che quello che sembrava un romanzo dalle tinte classiche si trasforma, con inaspettato piacere, in un giallo sotto il sole della Borgogna accompagnato da un pregiatissimo vino rosso. Francesco e Ludivine riusciranno a capire cosa sia successo in quella lontana primavera del 1968? Ma soprattutto il signor Robin è il solo ad avere dei segreti?


I luoghi: E' bellissimo secondo me quando un libro riesce a "farti vedere" quello che stai invece leggendo. Luca Terenzoni ha questa dote. Come nella sua seconda pubblicazione che io ho letto poco tempo fa, sfogliando le pagine di "Primavera in Borgogna" si ha davvero la sensazione di compiere un viaggio. Di spostarsi. Di andare da un'altra parte. Quando nel libro Francesco sale in macchina e inizia il viaggio che lo porterà verso la sua nuova vita ho sorriso, perché mi è sembrato che in quella macchina ci fossi pure io e che insieme andassimo a trovare degli amici che avevano una azienda vinicola in Borgogna.
Io non sono mai stato in Francia, ma leggere questo libro mi ha messo una tale voglia di avere un riscontro che sarebbe il caso di correre a prendere le chiavi della macchina e partire.
I colori e i profumi spesso vengono solo descritti, qua pur abitando in Italia è come se anche io ne sentissi l'odore, oppure sentissi il vento tra i capelli.
Il viaggio quindi e lo spostamento verso qualcosa di nuovo e promettente sono due dei temi che Terenzoni affronta nei suoi libri. Il viaggio come cambiamento, come occasione di sperimentare qualcosa che ci è sconosciuto ma che ci serve per poter andare avanti. Il viaggio come ricerca.
Trovo quindi che la scelta dell'ambientazione sia una marcia in più al motore narrativo. Ti trascina. Continui a leggere nella speranza di scoprire qualche altro luogo che non conoscevi assieme a due amici come Francesco e Ludivine.
E perché no, magari fermarsi a mangiare in quella carinissima locanda con il cane che ti viene a salutare appena ti avvicini all'entrata. Chi non vorrebbe immergersi nel caldo sole di inizio primavera circondato da luoghi simili?

I temi: Quando ho iniziato a leggere pensavo che la primavera fosse solo una connotazione temporale. Un momento. Un periodo di tempo in cui la vicenda narrata faceva il suo corso. Dopo poche pagine però ho dovuto ricredermi, o almeno cambiare la mia visione a senso unico. Nel romanzo, la primavera è si una parte dell'anno in cui c'è un certo clima, ma l'altro significato che Terenzoni fa risaltare è il suo significato di rinascita. Si dice spesso che la primavera sia la stagione del risveglio, beh in questo romanzo ne abbiamo il trionfo. Nella storia, durante questo particolare periodo dell'anno che prevede un cambio di clima e di colori, accadono gli avvenimenti cardine del romanzo. Una delle parole che compare nel titolo ha quindi un significato maggiore a tutto quanto. Primavera come momento di cambiamento totale.
Forse in un momento per me particolare come questo, ma questo romanzo a me è piaciuto. Quasi sicuramente uno dei motivi è perché piove da giorni e non si vede il sole, quindi leggere di un posto assolato e pieno di colore mi ha fatto sognare anche quando ero nel grigiore della fermata del bus per andare a lavoro. Altro motivo il linguaggio breve e scorrevole che ti accompagna assieme all'uso di un linguaggio semplice che non è possibile non amare, a dimostrazione del fatto che non servono parolone per essere efficaci. Come dicono gli inglesi less is more. E questo Luca Terenzoni lo sa bene.
Un mio piccolo desiderio? Chissà come se la caverebbe con un romanzo di ampio respiro che ha per protagonisti i componenti di una grande famiglia stile Dynasty...
http://bancarellalibro.blogspot.it/2014/02/recensione-primavera-in-borgogna-il.html

martedì 15 gennaio 2013

“Primavera in Borgogna” recensito su “Il Colore dei libri”.




Con il post di oggi vorrei proporvi la recensione di “Primavera in Borgogna” pubblicata su “Il colore dei libri”, il cui testo trovate qui di seguito.
Ringrazio nuovamente Rory, la curatrice del blog, per lo spazio che ha voluto dedicare al mio libro anche con un'intervista al sottoscritto che potete leggere QUI.

* * * * *

Francesco ha quarant'anni e una storia d'amore durata quindici anni finita pochi mesi prima del matrimonio... Tutto sembra non avere più senso fino a quando non incontra un imprenditore francese che gli offre un lavoro nella sua azienda vinicola in Borgogna! Francesco senza pensarci troppo lascia tutto e corre in Francia, ma le cose non andranno come sperava e presto si ritroverà a indagare sul passato delle persone con cui lavora...

Primavera in Borgogna non è propriamente un romanzo, ma neanche un vero e proprio thriller.
La storia è come divisa in due tempi: nella prima parte del libro il narratore ci fa conoscere Francesco e gli altri protagonisti. Ogni personaggio è descritto in maniera molto particolareggiata, la storia di ognuno è approfondita, come a volerli rendere più reali mostrandoli con le loro debolezze e i loro drammi interiori. Nella seconda metà del libro la trama si modifica, entra in gioco il mistero e da romanzo il libro diviene quasi un giallo, anche se personalmente avrei preferito venisse dato maggior spazio alle indagini, creando maggiore suspense in modo da incuriosire il lettore. Se nella prima parte la lettura può sembrare noiosa e la trama lenta, andando avanti la narrazione si trasforma recuperando l'attenzione del lettore.
Terenzoni descrive minuziosamente ogni paesaggio incontrato dal protagonista, non tralascia nulla ed è come se il lettore osservasse un quadro studiandolo nei minimi particolari, come a voler imprimere in modo indelebile ogni colore, ogni viso raffigurato, ogni strada...
Lo stile è semplice e scorrevole e sono presenti pochi dialoghi, il libro si lascia leggere in poche ore anche se a volte l'attenzione di chi legge tende a calare.

Foto: Campagna della Borgogna in Primavera

mercoledì 5 settembre 2012

“Primavera in Borgogna” di Luca Terenzoni su “Libri e recensioni”.


Con il post di oggi vorrei ringraziare il sito “Libri e recensioni” per lo spazio dedicato a “Primavera in Borgogna”.
Qui di seguito trovate il testo della loro recensione con il relativo link al sito.

Trama:
Francesco è un quarantenne che si è appena lasciato, a un passo dalle nozze. Una mattina di primavera, mentre passeggiando a San Gimignano cerca di riafferrare il senso della sua vita, incontra un signore francese con il quale entra subito in sintonia e che gli propone di lavorare per lui, presso la sua azienda vinicola in Borgogna. Quella per la Francia è una passione che Francesco ha sempre coltivato. Si trova quindi di fronte alla possibilità di realizzare veramente il sogno di una vita. Così lascia il suo lavoro e si trasferisce pieno di entusiasmo. Le sue aspettative sono subito appagate: il posto è splendido, la collega Ludivine affascinante, il lavoro interessante. Fino a quando, oltre i colori pastello di quel paesaggio così tipicamente francese, non cominceranno a emergere i segni di un passato inquietante che riguarda sia il suo datore di lavoro, sia la bella Ludivine, della quale si sta ormai innamorando. Una prova decisiva per Francesco che, in un crescendo di colpi di scena, riuscirà a portare luce nel passato della donna   e
nel suo presente.


Commento:
Prendendo in mano Primavera in Borgogna, l'impressione iniziale che si ha è quella di un libro che racconta di un nuovo inizio e della forza necessaria che permette a Francesco, il protagonista, di ricominciare da zero lasciandosi il passato alle spalle. In realtà nel romanzo c'è molto altro e, pagina dopo pagina, vengono infatti a galla i tanti segreti nascosti nelle vite dei protagonisti che, arrivando dal passato e non ancora conclusi, tingono la trama di giallo.
Il libro è piuttosto scorrevole anche se non proprio originale nello sviluppo delle situazioni, che presentano diversi passaggi abbastanza ingenui e inutili reiterazioni, sia nell'evolversi delle vicende che nel modo di porsi dei protagonisti. Questi ultimi, infatti, nonostante la buona caratterizzazione che li contraddistingue, presentano di tanto in tanto i classici modi di fare "dell'eroe da romanzo", perdendo un po' in realismo.
L'aspetto migliore è sicuramente rappresentato dalle belle descrizioni che l'autore fa della Borgogna, dei suoi splendidi panorani, dei castelli e dei suoi vitigni, muti testimoni delle passeggiate di Francesco e delle sue riflessioni.
Un romanzo a tinte pastello che, virando dal giallo al rosa, si conclude con un lieto fine punteggiato di ottimismo. Un esordio interessante.
(Maria Guidi )

Foto: Giardini del Castello di Cormatin ( Borgogna )

domenica 15 luglio 2012

“Primavera in Borgogna” di Luca Terenzoni: la recensione del blog “La Fenice Book”.


Con il post di oggi vorrei ringraziare il blog La Fenice Book, e in particolare Ilaria per lo spazio dedicato a “Primavera in Borgogna”.
Qui di seguito vi riporto il testo della recensione e il relativo link al sito.

"Buona giornata a tutti... E lo è davvero,non so da voi ma qui c'è un sole bellissimo!!!
Nel week-end ho letto "Primavera in Borgogna" di Luca Terenzoni; vi lascio il mio parere sul libro...

Trama:
Francesco è un quarantenne che si è appena lasciato, a un passo dalle nozze. Una mattina di primavera, mentre passeggiando a San Gimignano cerca di riafferrare il senso della sua vita, incontra un signore francese con il quale entra subito in sintonia e che gli propone di lavorare per lui, presso la sua azienda vinicola in Borgogna. Quella per la Francia è una passione che Francesco ha sempre coltivato. Si trova quindi di fronte alla possibilità di realizzare veramente il sogno di una vita. Così lascia il suo lavoro e si trasferisce pieno di entusiasmo. Le sue aspettative sono subito appagate: il posto è splendido, la collega Ludivine affascinante, il lavoro interessante. Fino a quando, oltre i colori pastello di quel paesaggio così tipicamente francese, non cominceranno a emergere i segni di un passato inquietante che riguarda sia il suo datore di lavoro, sia la bella Ludivine, della quale si sta ormai innamorando. Una prova decisiva per Francesco che, in un crescendo di colpi di scena, riuscirà a portare luce nel passato della donna e nel suo presente.

La mia opinione:
Ho letto Primavera in Borgogna in meno di una giornata. In realtà non sono solita leggere libri come questo, e invece sono rimasta piacevolmente colpita... Il libro è scritto bene, è scorrevole, e i personaggi sono ben caratterizzati, anche se in verità il protagonista non mi fa proprio impazzire, ma questa è una mia sensazione... La trama è interessante e non banale, e il mistero che diventa poi parte integrante del romanzo viene trattato e poi risolto in maniera inaspettata. Inoltre mi sono piaciute particolarmente le descrizioni del paesaggio, della Borgogna, che sono a mio parere una parte importante del libro... E poi come fare a non apprezzare il messaggio a cui lo scrittore da voce attraverso le pagine del libro: nonostante la delusione, il protagonista del libro non si perde d'animo, ma ha la forza di rialzarsi, di ricominciare, proprio come una Fenice, che risorge sempre dalle sue ceneri... In definitiva direi che Primavera in Borgogna è davvero un bel libro d'esordio e quindi ve lo consiglio..."

venerdì 1 giugno 2012

"Primavera in Borgogna": un estratto da pagina 105.




Arrivati di fronte alla porta della stanza numero due, Francesco inserì la chiave nella serratura, sicuro di sé, e lasciò entrare Ludivine per prima.
Dopo averla chiusa, rimase con le spalle alla porta tenendo le mani, che afferravano con forza la maniglia, dietro alla schiena.
Aveva di fronte a sé, nella penombra, l’esile profilo di Ludivine che lentamente si stava avvicinando al letto...




lunedì 14 maggio 2012

Luca Terenzoni, autore di "Primavera in Borgogna", intervistato su “Il colore dei libri”.




Con il post di oggi vorrei segnalarvi “Il colore dei libri”: il seguitissimo blog curato da Rory, che ringrazio nuovamente sia per la recensione di “Primavera in Borgogna”, sia per la sua intervista al sottoscritto, il cui testo riporto qui di seguito insieme al relativo link al sito. Ricordandovi che “Il colore dei libri” lo trovate anche su Facebook, vi consiglio vivamente di visitare subito il blog cliccando QUI

"Buon sabato a tutti, che fate di bello stasera? Io prendo un the in compagnia dell'autore di Primavera in Borgogna: Luca Terenzoni!

Come e quando è nata l'idea di scrivere un libro? 
Prima di tutto desidero ringraziarla per avermi gentilmente ospitato sulle pagine de “Il colore dei libri”, e salutare tutte le lettrici e tutti i lettori del suo blog che giorno dopo giorno vedo che stanno rapidamente aumentando. Rispondo quindi alla sua prima domanda dicendo che l’idea di scrivere “Primavera in Borgogna” è sinceramente nata per caso. Sono un amante della lettura, che da anni occupa un posto importante nell’avvicendarsi delle mie giornate, ma a dire il vero non avevo mai pensato alla stesura di un romanzo, né tanto meno di arrivare alla sua pubblicazione. Poi, circa 3 anni fa, il soggetto alla base di “Primavera in Borgogna” ha iniziato a delinearsi lentamente nella mia testa, con le storie dei singoli personaggi coinvolti nella vicenda, fino a quando non mi sono sentito finalmente pronto a mettere tutto nero su bianco.

Cosa le ha ispirato la trama di Primavera in Borgogna?
E’ stato essenzialmente il desiderio di narrare il “ritorno alla vita” di un mio coetaneo: Francesco, un uomo alla soglia dei 40 anni, che dopo una vita costellata di successi, non solo in campo professionale, si trova a rimettere tutto quanto in discussione dopo essere stato abbandonato dalla fidanzata storica a solo pochi mesi dal giorno fissato per il loro matrimonio; ed è proprio dalla sua profonda crisi personale che si sviluppa tutta la trama di “Primavera in Borgogna”. Infatti, quando pensa di essere finito su di un binario morto e che la vita non abbia più nulla in serbo per lui, ecco che inaspettatamente gli si presenta l’occasione per ricominciare tutto da zero. A seguito di un incontro del tutto casuale con un imprenditore vinicolo francese, il signor Jean-Marc Robin, Francesco deciderà di lasciare l’Italia per trasferirsi in Borgogna, accettando così la proposta di lavoro dello stesso Robin. Qui incontrerà anche Ludivine, la sua nuova collega, una donna tanto affascinante quanto misteriosa e complessa, che farà ben presto vacillare il proposito di Francesco di non rimanere più coinvolto in una relazione sentimentale stabile. Inoltre, poco dopo il suo arrivo in Francia, da un passato solo in apparenza lontano e dimenticato inizieranno a riemergere lentamente gli inquietanti dettagli di un fatto di cronaca nera, nel quale risulteranno implicati sia Ludivine che il signor Robin. Per cercare di fare luce sul mistero nel quale suo malgrado si ritroverà coinvolto, e  soprattutto  per riacquistare la pace della sua mente, Francesco arriverà anche a mettereseriamente in pericolo la propria vita. 

Sfondo del suo  libro  sono  i  vigneti, la  stessa  copertina  del  libro è opera sua e rappresenta dei filari di viti… come mai una tale scelta?
Se dovessi assegnare un sottotitolo al mio libro, non alcun dubbio sul fatto che sarebbe “Niente è come sembra”; e infatti per creare una sorta di contrasto con le atmosfere noir della storia mi ha incuriosito fin da subito l’idea di ambientarlo fra i verdi vigneti della Borgogna (una regione che avevo precedentemente visitato proprio durante la stagione primaverile). Come lei ha giustamente evidenziato nella sua recensione, “Primavera in Borgogna” non può certo considerarsi un “giallo”. L’elemento “mistero” che ho inserito nella seconda parte della storia ha esclusivamente la funzione di collante alle esperienze di vita dei singoli personaggi coinvolti nella vicenda, con le loro drammaticità e i loro lati oscuri. Per quanto riguarda invece la scelta dell’immagine di copertina, si tratta di una foto che io stesso ho scattato durante la visita di un’azienda vinicola in Francia quando avevo già terminato la stesura di “Primavera in Borgogna”, ed ero in attesa della sua pubblicazione. Mentre camminavo tra i filari di viti, all’improvviso ho rivisto nello scorcio che ho fotografato proprio una scena da me descritta nel romanzo; per questo motivo ho deciso di proporre quella foto alla casa editrice per la realizzazione della copertina.

Quanto c'è di lei in Francesco, il protagonista del suo libro?
C’è molto di me in Francesco, anche se tengo a precisare che “Primavera in Borgogna” non è assolutamente un romanzo autobiografico. Io e Francesco siamo molto simili caratterialmente, svolgiamo un tipo di lavoro simile, e abbiamo diverse passioni in comune; però, per il resto, abbiamo aspirazioni ed esperienze di vita completamente  differenti. Credo che un altro dei motivi che mi hanno spinto a scrivere “Primavera in Borgogna” sia stata proprio la curiosità di “vedermi vivere” in un contesto, in parte, diverso da quello in cui mi trovo abitualmente a operare.

So che ha anche un blog, com'è nato?
Il blog di “Primavera in Borgogna” (che vi invito a visitare cliccando QUI) è nato soprattutto come supporto promozionale al romanzo. Nel corso dell’ultimo anno vi ho infatti raccolto le recensioni di chi lo ha letto e apprezzato; le interviste al sottoscritto pubblicate su diversi blog che si  occupano di libri, nonché alcuni estratti dell’opera.

Riesce a conciliare i suoi impegni di blogger e scrittore con il suo lavoro e la vita di tutti i giorni? 
Sebbene la mia “vera” professione mi tenga occupato per la maggior parte della giornata, cerco comunque di dedicarmi quotidianamente anche all’attività promozionale di “Primavera in Borgogna”.

Cosa ha ispirato la creazione del booktrailer del suo libro?
Ho cercato essenzialmente di trasmettere nelle immagini e nella musica utilizzata per la realizzazione del booktrailer di “Primavera in Borgogna le stesse  atmosfere noir del romanzo,  ma soprattutto l’inquietudine di Francesco.

Ha già in progetto un altro libro?
Sto ultimando la stesura di una nuova storia, anche questa ambientata tra l’Italia e la Francia. Vedremo poi come andrà a finire…

Un'ultima domanda prima di salutarci... Il protagonista del suo libro, Francesco, senza pensarci troppo abbandona l'Italia, gli amici e la famiglia per trasferirsi all'estero e ricominciare una nuova vita… lei lo avrebbe mai fatto?
Le direi subito di no; però per poter rispondere con cognizione di causa alla sua domanda credo che dovrei trovarmi nella stessa situazione di Francesco. Indubbiamente la sua è stata una scelta coraggiosa, dettata fondamentalmente dalla sua volontà di “rinascere” e di andare avanti. Sotto questo aspetto sono sicuramente simile a lui…"

sabato 31 marzo 2012

“Primavera in Borgogna” recensito su “I miei sogni tra le pagine”.

Oggi vorrei ringraziare il blog “I miei sogni tra le pagine”, e in particolar modo Chiara, per la recensione di “Primavera in Borgogna” da loro recentemente pubblicata, di cui trovate qui di seguito il testo con il relativo link al sito. Ovviamente vi invito a diventarne followers cliccando QUI. Buona lettura e al prossimo post!

Sinossi:
Francesco è un quarantenne che si è appena lasciato, a un passo dalle nozze. Una mattina di primavera, mentre passeggiando a San Gimignano cerca di riafferrare il senso della sua vita, incontra un signore francese con il quale entra subito in sintonia e che gli propone di lavorare per lui, presso la sua azienda vinicola in Borgogna. Quella per la Francia è una passione che Francesco ha sempre coltivato. Si trova quindi di fronte alla possibilità di realizzare veramente il sogno di una vita. Così lascia il suo lavoro e si trasferisce pieno di entusiasmo. Le sue aspettative sono subito appagate: il posto è splendido, la collega Ludivine affascinante, il lavoro interessante. Fino a quando, oltre i colori pastello di quel paesaggio così tipicamente francese, non cominceranno a emergere i segni di un passato inquietante che riguarda sia il suo datore di lavoro, sia la bella Ludivine, della quale si sta ormai innamorando. Una prova decisiva per Francesco che, in un crescendo di colpi di scena, riuscirà a portare luce nel passato della donna e nel suo presente.

Pensiero a cura di Chiara:
La storia è un crescendo di emozioni e di mistero. Iniziamo conoscendo Francesco, un uomo realizzato che vede crollare la sua vita a seguito della fine del suo grande amore. La delusione è molta, ma il destino lo porta ad avere un’occasione speciale per cambiare la sua vita. Con coraggio eccezionale accetta la proposta: cambiare, con una sola decisione, vita, lavoro ed addirittura nazione. Qui troverà qualcosa di inaspettato: l’amore. Ma non solo… 
Lo scrittore delinea il personaggio di Francesco in modo preciso ed appassionato. Tutti i suoi pensieri sono ben descritti. Tutte le sue emozioni sono svelate. La conseguenza è che non puoi che affezionarti a Francesco, personaggio che si mostra senza difficoltà davanti ai tuoi occhi, parola dopo parola. Accanto a lui Terenzoni crea il personaggio femminile dolce e tormentato di Ludivine. Con un passato scomodo e doloroso, entra nella vita del nostro protagonista per lenire il vuoto ma anche per sconvolgere le sicurezze. 
Lo scrittore ci racconta le vite di due personaggi che, nonostante esperienze tristi e tragiche del loro passato, guardano al futuro con coraggio e speranza. “Voglia di cambiamento e speranza nel miglioramento”: credo sia questo il messaggio che Terenzoni ci comunica attraverso le scelta di questa coppia. 
Questo libro di 155 pagine narra sì una storia d’amore, ma ha anche un lato giallo. Con grazia Terenzoni inserisce nella trama il mistero, legato a un personaggio (che non vi svelo per non rovinare la storia!). Lo scrittore racconta di amore e oscurità, intrecciandoli: inizialmente con piccoli lampi di dubbio, poi con un crescendo, fino al colpo di scena finale. Tutto è piacevole, scritto con uno stile semplice ed immediato. 
Uno dei pregi di questo libro sta nella capacità dello scrittore di descrivere i luoghi con precisione e dovizia di particolari: leggendo, hai la sensazione di percorrere davvero le strade di San Gimignano e chiudendo il libro la voglia di trasferirsi nel quieto giallo della Borgogna è molta.
Consigliato a tutti quelli che credono che la vita sia un viaggio straordinario e che non è mai troppo tardi per ripartire da zero.

giovedì 1 marzo 2012

"Primavera in Borgogna": l'introduzione.


- Capitolo I -

Era il primo sabato di primavera.

Quella mattina Francesco aveva deciso di uscire di casa di buonora per recarsi a San Gimignano.

Aveva avuto fin da piccolo una predilezione particolare per questo piccolo comune della provincia di Siena, quasi interamente racchiuso nelle mura duecentesche.

Inoltre la campagna toscana aveva sempre avuto il potere di infondere in lui un senso di pace e tranquillità.

Pace e tranquillità erano proprio quello di cui aveva bisogno in quei giorni: stava infatti passando uno dei periodi peggiori della sua vita.

Sentiva di non avere più punti di riferimento, un obiettivo da perseguire.

Tutto questo perché, dopo quattordici anni di felice fidanzamento con Laura, la loro storia si era improvvisamente interrotta.

L’anno precedente avevano fissato insieme il giorno delle nozze per il 2 maggio 2009, ma non più tardi di tre settimane prima di quel sabato di primavera, lei aveva deciso di lasciarlo.

Complice il nuovo lavoro di Laura, e soprattutto nuovi colleghi, la donna che lui credeva sarebbe rimasta al suo fianco per tutta la vita, si era perdutamente innamorata di uno dei consulenti finanziari della società di leasing per cui aveva iniziato a lavorare.

Francesco, sebbene ferito profondamente nell’orgoglio e nello spirito, e forse perché l’aveva sempre amata incondizionatamente, aveva apprezzato la sincerità di Laura nel momento in cui lei gli aveva confessato di non provare più nulla per lui, nel corso di quella che sarebbe stata la loro ultima cena insieme, in quel ristorante in cui si erano conosciuti e nel quale erano andati frequentemente durante i loro quattordici anni di fidanzamento.

Dalla sera in cui Laura gli aveva confessato, piangendo, di essersi innamorata di un altro uomo, lui aveva smesso di sognare e di avere fiducia nel futuro: non avrebbe mai più avuto il coraggio di immaginare una vita con un’altra donna con la quale sposarsi e avere dei figli.

Francesco si sentiva l’inverno nel cuore.

Quella mattina, decidendo di tornare a San Gimignano, sperava di trovare quel calore di cui aveva bisogno, affinché la primavera arrivasse anche dentro di lui e non soltanto nell’aria e nella natura circostante.

Non appena oltrepassò Porta San Giovanni, avvertì immediatamente una sensazione di pace.

La stessa sensazione che aveva provato otto anni prima, quando aveva trascorso all’interno delle mura di San Gimignano un romantico week-end con Laura, alloggiando in una delle storiche pensioni del borgo.

Il fatto che le mura di San Gimignano resistessero ancora dopo così tanti secoli al lento scorrere del tempo, gli fece intravedere la possibilità che anche lui avrebbe potuto sopravvivere alla fine della sua storia d’amore, sebbene tutto questo fosse molto doloroso e sarebbe occorso del tempo per lasciare guarire le ferite della sua anima.

Dopo avere percorso per circa cento metri il tratto che unisce proprio Porta San Giovanni con Porta San Matteo, Francesco decise di prendere una piccola traversa sulla destra, proprio di fronte a un negozio di souvenir, e si diresse nuovamente fuori delle mura.

Quello che gli si presentò davanti era ciò che Francesco aveva sperato di ritrovare dopo tanti anni, quando quella mattina aveva deciso di mettersi in viaggio.

Di fronte a lui si estendeva il magnifico panorama della campagna toscana: le dolci colline assolate di una mattina di primavera.

Decise di percorrere lentamente il viottolo sterrato che circondava il perimetro delle mura, per potersi immergere completamente in quel bagno di verde e sole.

Avvertì ben presto una sensazione di benessere e tranquillità: qualcosa di spirituale che accarezzava e consolava il suo animo nel profondo.

Dopo tanti giorni passati all’ombra del suo dolore, si sentiva finalmente di nuovo capace di respirare, di vedere la luce, come se la fine del tunnel fosse ormai vicina.

Questa piacevole sensazione lasciò però il posto a una grande e irrefrenabile voglia di piangere.

Non riusciva a capire se questa commozione dipendesse dalla bellezza del paesaggio o molto più semplicemente dal bisogno di lasciarsi andare, dopo aver trascorso interminabili ore a torturarsi su cosa potesse aver sbagliato con Laura.

Qualunque fosse il motivo, si accasciò sull’erba e le lacrime cominciarono a scendere dai suoi occhi scuri, delineandogli lentamente l’ovale del viso.

«Piangi Francesco, piangi. Sfogati, non serve a nulla tenersi tutto dentro».

Queste sono le parole che Francesco pronunciò a bassa voce, come se avesse pudore per il fatto che il leggero vento di quella mattina di primavera potesse far arrivare il suo sfogo alle orecchie del mondo.

Francesco aveva sempre creduto di poter risolvere i suoi problemi, piccoli o grandi che fossero, da solo.

Aveva una famiglia che lo aveva sempre sostenuto nelle sue scelte, molti amici che avevano una grande stima nei suoi confronti.

Tuttavia, per una questione di orgoglio o semplicemente di riservatezza, tendeva sistematicamente a tenere tutto dentro di sé, gioie e dolori.

Non assillava mai nessuno con i propri problemi, né era solito condividere la sua felicità con coloro che lo circondavano.

Fino a quando Laura non aveva deciso di fare una nuova esperienza a carattere professionale, erano sempre stati molto felici insieme: c’era tra di loro un’intesa perfetta e avevano molte passioni in comune.

L’unica cosa di cui adesso Francesco si rimproverava, era proprio il fatto di non essersi mai aperto totalmente nei confronti di lei.

Seduto sull’erba, con il vento che ormai aveva asciugato quasi completamente le sue lacrime, si ritrovò a riflettere su questo punto.

“… E se questa mia eccessiva riservatezza potesse aver contribuito a un progressivo e lento allontanamento di Laura da me?”.

Questa è la domanda che gli si presentò all’improvviso nella mente e molto probabilmente non avrebbe mai avuto una risposta al riguardo.

Era certo comunque che doveva andare avanti, la sua vita non poteva fermarsi su quel binario morto.

Francesco aveva sempre avuto una grande fiducia nella sua forza mentale.

In quasi quarant'anni di vita era caduto molte volte, ma aveva sempre saputo reagire, scuotendosi la polvere dai vestiti, e rimontando in sella più forte di prima.

La fine della sua storia con Laura era stata sicuramente la caduta più brutta che aveva all’attivo, ma in un modo o nell’altro sapeva che anche questa volta si sarebbe rialzato; e così fece.

Si asciugò con le mani quello che gli rimaneva sul viso del suo pianto liberatorio e volgendo ancora una volta lo sguardo al paesaggio che lo aveva così tanto commosso nel profondo del suo animo, ripercorse all’indietro, questa volta con passo più deciso, il viottolo sterrato e rientrò dentro le mura.

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